Rob Hall (14 gennaio 1961 – 11 maggio 1996) è stato un alpinista neozelandese, noto soprattutto come capo spedizione della Adventure Consultants, una compagnia che guidava alpinisti paganti sulla vetta dell'Everest. È morto durante il disastro dell'Everest del 1996.
Hall era considerato uno dei migliori alpinisti del suo tempo, avendo raggiunto le Sette Vette (il punto più alto di ogni continente) in soli sette mesi. La sua compagnia, Adventure Consultants, aveva una reputazione solida per la sicurezza e il successo, portando numerosi clienti in cima all'Everest.
Tuttavia, durante la spedizione del 1996, una combinazione di fattori, tra cui una tempesta inaspettata e decisioni contestabili, portò alla morte di Hall e di altri sette alpinisti. Hall rimase bloccato vicino alla cima con il cliente Doug Hansen. Nonostante i ripetuti tentativi di soccorso, Hall morì per ipotermia. La sua morte e il disastro in generale sono stati ampiamente discussi e analizzati, mettendo in discussione le pratiche di sicurezza e l'etica del turismo d'alta quota sull'Everest.
Il corpo di Hall rimane sulla montagna, vicino alla cima. La sua storia è stata raccontata in numerosi libri e film, tra cui il libro "Aria sottile" di Jon Krakauer e il film "Everest".
Ecco alcuni concetti importanti legati alla storia di Rob Hall:
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